Storia del reame di Napoli dal 1734 sino al 1825, Հատոր 1

Գրքի շապիկի երեսը
Stampa del Fibreno, 1834 - 475 էջ
 

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Էջ 219 - Ma la più trista fortuna ( maggiore di ogni stile, d' ogni intelletto ) fu di coloro che viventi sotto alle rovine aspettavano con affannosa e dubbia speranza di essere soccorsi; ed incusavano la tardità, e poi l'avarizia e...
Էջ 220 - Un bambino da latte fu dissotterrato morente al terzo giorno, né poi morì. Una donna gravida restò trenta ore sotto i sassi, e dalla tenerezza del marito liberata, si sgravò giorni appresso di un bambino col quale vissero sani e lungamente; ella, richiesta di che pensasse sotto alle rovine, rispose: — Io aspettava — . Una fanciulla di undici anni fu estratta al sesto giorno e visse; altra di sedici anni, Eloisa Basili, restò sotterra undici giorni tenendo nelle braccia un fanciullo, che...
Էջ 132 - ... mentre plausi del popolo onoravano il re, cagione prima di quella magnificenza. In mezzo all'universale allegrezza il re fece chiamare il Carasale, e pubblicamente lodandolo dell'opera, gli appoggiò la mano su la spalla come segno di protezione e di benevolenza ; e quegli, non per natura modesto, ma riverente, con gli atti e con le parole rendeva grazie alle grazie del re. Dopo le quali cose il re disse che le mura del teatro toccando alle mura della reggia, sarebbe stato maggior comodo della...
Էջ 217 - ... tanto vasti , che parevano fuochi uscenti dal seno della terra; donde le false voci e le credenze di ardori sotterranei. Tanto più che udivano fremito e rombo come di tuono , talora precedere gli scuotimenti, talora accompagnarli, ma più sovente andar solo e terribile. Il...
Էջ 61 - Vico, miracolo di sapienza e di fama postuma, però che, da nessuno pienamente inteso, da tutti ammirato, e colTandar degli anni meglio scoperto e più accresciuto di onore, dimostra che in lui era forse volontaria l'oscurità, o che le sentenze del suo libro aspettano per palesarsi altri tempi ed ordine di studii più confacente alle dottrine di quello ingegno.
Էջ 18 - Il quale progresso de' suoi studi a noi che il vedemmo, apparve miracoloso, e per fatiche incredibile; e dopo tre copie tutte di sua mano/condusse l'Istoria presso a quel grado di finitezza sul quale egli stesso avea fisso in animo fermarsi. Quando negli estremi giorni del suo vivere le forze del corpo affatto prostrate vietarongli ogni sforzo della mente, mancavano appena al decimo libro le ultime cure. Di pochi scrittori l'effigie dell'animo è tanto scolpita nelle opere loro, come quella del Colletta...
Էջ 216 - Nella notte del 5 di febbraio, mentre scoteva la terra, l'aeremoto rompeva e balestrava le parti elevate degli edifizi; un campanile in Messina fu scapezzato, un'antica torre in Radicena fu mozzata sopra la base, ed un rottame (tanto massiccio che tiene in seno parte della scala) sta nella piazza dove fu lanciato, e lo mostrano per maraviglia al forestiero; molti tetti o cornici non caddero su le rovine del proprio edifizio, ma scagliati dal turbine andarono a colpire luoghi lontani.
Էջ 214 - L'acqua, o raccolta in bacini o fuggente, mutare corso e stato ; i fiumi adunarsi a lago o distendersi a paduli , o, scomparendo, sgorgare a fiumi nuovi tra nuovi borri , e correre senz'argini a nudare e insterilire fertilissimi campi. Nulla restò delle antiche forme; le terre, le città, le strade, i segni svanirono; così che i cittadini andavano stupefatti come in regione peregrina e deserta. Tante opere degli uomini e della natura, nel cammino de'secoli composte, e forse qualche fiume o rupe...
Էջ 326 - Più dei discorsi l'aspetto dolentissimo e la egregia foma delle due donne commossero la regina: non così da far grazia alla, reità degli accusati, ma perché sospettò della innocenza, Ella inflessibile a' rei, non bramava travagliare i giusti ; diversa da' ministri suoi, che dall'universale martirio traevano grandezza e potere.
Էջ 23 - Da nessuno, che nessuno al certo ho voluto imitare, sembrandomi necessario nello scrivere lo stile proprio, come nel camminare il proprio incesso, come la natura nella vita: gli sforzi d'imitazione affaticano chi sa e chi vede, sono servilità dell'ingegno. Solamente mi duole d'avere usato parecchie voci o modi che non erano de...

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